giovedì 19 maggio 2016

Work in progress - Come nasce un lavoro






Come nasce un lavoro? Io non ho una regola precisa, la maggior parte delle volte agisco di impulso. Dipende da come inizia la giornata, dal colore del cielo, dall'odore dell'aria, dal mio stato d'animo. Entro nella mia stanza magica, scelgo i  fili  (anche se, a pensarci bene, la maggior parte delle volte sono loro a scegliere me), li abbino agli attrezzi che meglio li valorizzeranno e inizio il mio viaggio nel mondo degli intrecci.
Ho tradotto in immagini la nascita dei miei lavori, chissà vi sia da ispirazione!
Buona visione :)

                                

P.S.: sarò felice di rispondere a tutte le vostre domande sull'uso degli attrezzi "passati" nel video.

domenica 15 maggio 2016

Cogito ergo sum - idee libere







Sono passati  5 anni da quando decisi di aprire il mio cassetto dei sogni e far diventare reale I Campi di Mais; da allora molta strada ho percorso. Ho creato, pianificato, tracciato sentieri, incontrato persone incredibili, fatto esperienze che mai avrei pensato di fare e piano piano tutto questo fare e pensare è diventato il mio stile di vita che inevitabilmente si è trasferito nei miei lavori oltre che nel mio vivere quotidiano.
Nella vita non si finisce mai di imparare, me lo ripeteva sempre mia nonna, quindi pian piano altri pezzetti di puzzle stanno definendo il mio quadro.
 Da questo mese inizierò a collaborare con un blog che racconta la terra d'Abruzzo attraverso il cibo e molte altre storie; è amministrato da tre donne speciali, di quelle che quando parlano e ti raccontano hanno lo sguardo brillante che denota passione. 


Il blog si chiama Taste Abruzzo - dove il sapore incontra la natura -  e questo è il link: http://www.tastefromabruzzo.com/ . Vi consiglio di darci una sbirciatina, le ricette proposte sono delizione, da mangiare anche con gli occhi: provare per credere.
Poi sempre per mantenere giovane almeno il mio cervello, dopo prove e riprove,  sono riuscita ad aprire una pagina su You Tube dove scaricherò i miei video che saranno anche tutorial non appena vincerò la battaglia con l'attrezzatura elettronica. Se intanto avete voglia di dargli un'occhiata e commentare il video o fare osservazioni, darmi consigli, sarete i benvenuti: https://www.youtube.com/channel/UCWx8g4CAIpGMmZWRAIxJE-g.
Visto che queste novità sono piaciute al mio cervello, tanto che ha cominciato  a prenderci gusto , per non farlo scoppiare ho dovuto assecondarlo e, tra le altre cose, sono entrata anche a far parte del mondo virtuale di "snapchat".

E' una piattaforma di video che durano massimo 10 secondi e dopo 24 ore si distruggono; sì, avete capito bene, come i messaggi di 007, si distruggono (ovviamente rimangono in rete chissà imbrigliati dove, ma dallo schermo non sono più visibili). Io l'ho trovato divertente, inoltre, chi mi seguirà, potrà vedere in tempo reale quello che combino con  fili,  tessuti,  carta e tutto il resto dell'ambaradam. 
Bene, che dirvi, buon divertimento!




giovedì 12 maggio 2016

Il mio mondo in un video






Dopo anni trascorsi a intrecciare fili per passione, senza che me ne accorgessi è diventato un lavoro, un magnifico lavoro, ma non mi bastava più e così ho iniziato a raccontarlo.
Lo racconto attraverso immagini nella mia pagina facebook,  www.facebook.com/icampidimais/ ; lo racconto a lettere in una rubrica settimanale sul quotidiano Regionale Il Centro D'Abruzzo intitolata "Le vie della lana"; lo racconto a parole in una rubrica mensile nel programma radiofonico mattutino di Vanni Biordi su Radio L'Aquila 1,  ora inizio a raccontarlo anche in immagini filmate.
Piccoli video, della durata di due minuti o poco più, a cadenza settimanale, per far conoscere a tutti il piccolo mondo filato che mi gira intorno.
Inizio con la serie dei colori e come non partire con il colore che li racchiude tutti: il Bianco.
Ecco a voi "Country white collection" by I campi di mais

                                      video

Buona visione 


lunedì 2 maggio 2016

Absolutely red




E' cominciato così: una giornata uggiosa e io che avevo bisogno di colore. 
Da tempo immemore avevo del filato rosso in attesa di essere utilizzato; lui fremeva, ma io non avevo la benché minima idea di come trasformarlo. Poi,  mentre cercavo di organizzarmi la giornata, un pensiero fulmineo ha attraversato la mia mente e, per un nanosecondo, l'idea mi è apparsa nitida e prima di farla scomparire, uncinetto alla mano, ho iniziato a materializzarla.


Mi ha dato subito molta soddisfazione e il filato si è ben adattato al motivo che stavo uncinettando; è stato come colorare un mandala; il lavoro è scivolato via come le barchette di carta di giornale che da piccola facevo navigare nei rigagnoli lasciati da un acquazzone estivo.


Ne è venuto fuori uno scialle avvolgente, caldo e, soprattutto, versatile; da indossare per impreziosire un sobrio tubino o rallegrare un paio di jeans o in spiaggia come copricostume. 
Mentre pensate in quanti altri modi può essere utilizzato, io, vi regalo il pattern :)
Occorrente di cui avete bisogno:
350gr di filato (io ho utilizzato "Filanda Tandem" 52% lana, 48% cotone); uncinetto n. 5
Il mio scialle, con questa quantità di filato, misura 1.50 m di larghezza e 75 cm di altezza dalla punta.
Abbreviazioni:
cat.: catenella
m: maglia
pbss: punto bassissimo
pb: punto basso
mpa: mezzo punto alto
pa: punto alto

Motivo a ventaglio: al termine del 4' giro di punti alti, senza voltare il lavoro, eseguire 6 cat., 1 pbss tra il settimo pa. del secondo giro; 6 cat. 1pbss all'angolo destro basso e nell'archetto formato lavorare: 1 pb, 1 mpa, 10 pa, 1 mpa, 1 pb (siamo tornati al centro del lavoro); 6 cat, 1pbss all'angolo destro alto e riempire l'archetto come già fatto in precedenza; 6 cat. 1pbss all'angolo sinistro basso e riempire l'archetto; terminare riempiendo l'archetto delle prime 6 cat., siamo così tornati alla fine dell'ultimo giro di punti alti continuare seguendo le istruzioni dal 6° giro.   

Esecuzione:
Avviare una cat. di 15 m. e, partendo dalla 4' cat. dall'uncinetto, 
eseguire 
1° giro: 12 ma. su ogni cat. d'avvio (le 4 cat dell'inizio, valgono un pa.);

2° giro: voltare il lavoro 3 cat, 12 pa.;

3° giro: voltare 3 cat.  12 pa; 16 cat. 

4° giro: 1 pbss sulle seguenti 12 cat., (le 3 cat. rimanenti sono il pa) 12 pa.,

Motivo a ventaglio 

6° giro: Voltare 15 cat 12 pa (il primo pa. alla 4' cat. dall'uncinetto), 3 cat, 1pb. sul 3' pa., 3 cat., 1pa. sul successivo 3' pa., 3 cat. 1 pb. sul 3' pa., 3 cat. 13 pa. sulle catenelle fatte in precedenza;

7° giro: voltare, 3 cat., 12 pa, 5 cat., 1 pa nel pa. precedente, 5 cat, 13 pa

8° giro:  voltare 3 cat., 12 pa, 3 cat., 1 pb sulla 3' cat., 3 cat., 1 pa. nel pa precedente, 3 cat, 1 pb sulla 3' cat., 3 cat. 13 pa

9° giro: 16 cat., 1 pbss sulle seguenti 12 cat., 12 pa.

Motivo a ventaglio del primo quadrato

9° giro per terminare il motivo: 5 cat., 1 pa nel pa precedente, 5 cat. 13 pa

Motivo a ventaglio del secondo quadrato

10° giro: Voltare 15 cat 12 pa (il primo pa. alla 4' cat. dall'uncinetto), 3 cat, 1pb. sul 3' pa., 3 cat., 1pa. sul successivo 3' pa., 3 cat. 1 pb. sul 3' pa., 3 cat. 13 pa. sulle catenelle fatte in precedenza;

11° giro: voltare, 3 cat., 12 pa, 5 cat., 1 pa nel pa. precedente, 5 cat, 13 pa

12° giro: voltare 3 cat., 12 pa, 3 cat., 1 pb sulla 3' cat., 3 cat., 1 pa. nel pa precedente, 3 cat, 1 pb sulla 3' cat., 3 cat. 13 pa

13° giro: 16 cat., 1 pbss sulle seguenti 12 cat., 12 pa.

Motivo a ventaglio del primo quadrato

13° giro per terminare il motivo: 5 cat., 1 pa nel pa precedente, 5 cat. 13 pa

Motivo a ventaglio del secondo quadrato

Continuare ripetendo la sequenza 6°- 13° giro

Non vi lasciate ingannare da simboli e punteggiature, superato l'ostacolo del primo ventaglietto, il resto scorrerà liscio come l'olio e, in men che non si dica, indosserete il vostro scialle in tutto il suo splendore.



P.S.: il risultato del lavoro cambia ovviamente utilizzando filati differenti. Vi consiglio di fare sempre un campione di prova per verificarne l'effetto; per esempio il filo di cotone o di lino lo renderebbe un po' più rigido. Durante la lavorazione, se vi state rendendo conto di lavorare stretto, utilizzate un uncinetto di un numero più grande; al contrario, se la vostra "mano" è un po' lenta, utilizzatene uno di un numero più piccolo.

P.P.S.: Buon divertimento :)







giovedì 28 aprile 2016

Un ferro è un ferro...è un ferro.






Amare il lavoro a maglia vuol dire continua ricerca e miglioramenti di nuove tecniche, nuovi punti, ma anche conoscere la storia, le tradizioni dei vari Paesi, le persone che hanno contribuito a diffondere, migliorare e rendere originale ed esclusiva questa pratica.

Non tutti sanno che ci sono diversi modi di lavorare la maglia con i ferri, tecniche più diffuse per via del trapasso di nozioni tra generazioni, altre semplicemente delle modifiche adattate alle capacità di ognuno. Due sono i fili da cui si dipanano le varie tecniche sperse per il mondo: la tecnica “Inglese” e la tecnica “Continentale”.

La tecnica Inglese ha evidentemente origini Britanniche ed è quella più comunemente usata nelle nostre latitudini: il filo del lavoro viene tenuto sulle dita della mano destra e gettato avvolgendolo al ferro. Si lavora tenendo il ferro sinistro libero e il destro bloccato tra il busto e il braccio.



Continentale sta per “Europa Continentale”; questa tecnica è nata in Germania ed è largamente usata nei paesi nordici; il filo del lavoro viene mantenuto sulla mano sinistra ed è il ferro destro, con un movimento simile a quello dell’uncinetto, che lo prende per formare la maglia. A differenza della precedente, con questa tecnica il lavoro si tiene in mano permettendo anche una più corretta posizione delle spalle che vengono affaticate di meno.



La diffusione della tecnica Continentale è drasticamente diminuita durante la seconda guerra mondiale per via del “politically correct” essendo nata in Germania , salvo essere stata riportata in auge grazie al lavoro di Elisabeth Zimmerman e all’uso sempre più frequente dei ferri circolari.



“Davvero, tutto ciò che vi serve per diventare brave magliste sono lana, mani, ferri e un’intelligenza media. Ovviamente intelligenza superiore, come la mia e la vostra, sono un vantaggio”, così Elizabeth Zimmerman (per gli amici EZ, per le appassionate di maglia di tutto il mondo una Sacerdotessa), soleva iniziare ogni sua conferenza sul tema maglia. Lavorare la maglia per lei era una vera e propria filosofia, difficile da spiegare a parole, certo da soddisfazione, è divertente, sviluppa l’inventiva ma, la parola chiave che racchiude tutte le altre è: intraprendenza.



Presumibilmente gli uomini primitivi allevavano pecore per la carne, il latte, la pelle; quanta intraprendenza hanno avuto per capire che la lana poteva essere tosata e filata; quanta intraprendenza per arrivare a fare due punti base partendo da semplici nodi; per arrivare a costruire telai per fare stoffe o ferri per lavorare anche quando si stava in movimento per ingannare il tempo mentre si pascolava il gregge?


Oggi il lavoro a maglia, continua EZ, può ancora riempire ritagli di tempo. Abbiamo mai calcolato i nostri tempi di attesa durante una giornata? Aspettiamo fuori la scuola per riprendere i bambini, aspettiamo in macchina mentre siamo intrappolati nel traffico, aspettiamo dal medico, dalla parrucchiera; ognuno di noi ha i suoi tempi di attesa. Proviamoci a portare sempre un piccolo lavoro a maglia in borsa e, durante l’attesa, invece di giocherellare con lo smartphone, intrecciamoli due punti, ne godrà la nostra salute, ma soprattutto il nostro spirito. 



E, aggiungo io, non preoccupiamoci di regole o schemi, questi devono essere solamente punti di partenza da cui le nostre mani attingeranno per segnare altri percorsi. Il divertimento, la curiosità, l’avventura, la fantasia, ci accompagneranno durante il percorso rendendolo luminoso ed esclusivo. Buon divertimento.


mercoledì 6 aprile 2016

Ci vuole un fiore...








"L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà;
 se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abbiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
 Due modi ci sono per non soffrirne.
 Il primo riesce facile a molti:
 accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
 Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
 cercare e saper riconoscere chi e cosa,
 in mezzo all'inferno,
 non è inferno,
 e farlo durare,
 e dagli spazio."
 (Italo Calvino - Le città invisibili)


martedì 8 marzo 2016

Noi: Donne









"I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso e grande devozione.
Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza.
Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo.
Sono esperti nell'arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi.
Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate."

Clarissa Pinkola Estés (Donne che corrono con i lupi)