mercoledì 11 aprile 2018

Glicine a primavera




Avete presente una qualunque giornata di marzo, quando tutto vi fa pensare all'imminente primavera e invece inizia a nevicare? Già, avete presente!
E' proprio in uno di questi giorni che mi è letteralmente caduto in mano un morbidissimo filato glicine. Come lasciarlo lì, tutto solo, aggomitolato su se stesso, in  cerca di coccole! Avevo appena terminato di riordinare (un parolone per una pasticciona dei fili lo so, ma prendetelo per quello che è) gli attrezzi di un precedente lavoro ed ecco che un uncinetto sguscia via rotolando proprio accanto al gomitolo; ci credereste mai? E' stato amore a prima vista.


Ho iniziato a fare delle prove: catenelle, punti alti, incroci, il gomitolo saltellava felice dentro il cesto da lavoro e l'uncinetto intrecciava e intrecciava, senza sosta.


Gli alberi nel bosco si imbiancavano e il gomitolo color glicine iniziava a prendere la forma di uno scaldacuore, come se non gli importasse del freddo, della primavera che tardava ad arrivare, delle nuvole grigie. La sua frenesia ha reso felice anche me e, mentre uncinettavo, riuscivo a sentire persino l'odore del glicine immaginandolo arrampicato nella parete di una vecchia casa di campagna


Punto dopo punto, giro dopo giro, il gomitolo si è trasformato in un bizzarro coprispalle da indossare a tutte le stagioni, da portare in borsa per qualunque evenienza, sempre pronto all'uso.


Come era prevedibile, la neve di marzo si lasciò sciogliere dai primi raggi del sole di una mattina che si apprestava ad essere tersa e foriera di buone novelle.



Il gomitolo color glicine, orgoglioso della sua metamorfosi, si appresta a girare il mondo delle uncinettatrici per essere trasformato mille e mille volte ancora. 
Se anche voi che state leggendo questa favola voleste aiutarlo, troverete qui le istruzioni per intrecciarlo.
...E vissero tutti felici e contenti 💕





venerdì 6 aprile 2018

Sciroppo di viole mammole





Il mese di marzo non è esistito.
E' passato talmente in fretta da non poterci progettare nel mezzo nulla di nulla.
E' come se il teletrasporto dell'Enterpice mi avesse portato in un universo onirico facendomi rimanere sospesa tra i miei pensieri.
Niente di grave, sono tornata.
L'ho fatto nel bel mezzo della primavera, giusto in tempo per godere del profumo dei primi fiori e dei trilli delle rondinelle esploratrici.



Tra tutti i fiori della primavera, la violetta di campo è la più intrepida; al primo sguardo potrebbe sembrare timida e impacciata, ma riflettendola bene è sfrontata, tenace, allegra e niente è capace di inebriare l'aria come il suo delizioso  profumo. 
Fonte di ispirazione di poeti, scrittori e raccontastorie, le violette oltre che belle da vedere, vengono utilizzate anche come ingredienti per tisane rilassanti, cristallizzate con lo zucchero aromatizzano torte, biscotti, mousse, creme. Contengono vitamine A e C, antiossidanti e mucillagini che calmano la tosse e sciolgono il muco. Che altro pretendiamo da un fiorellino così piccolo?


Io ho iniziato con farci uno sciroppo  e mi sono divertita molto.
Se volete cimentarvi anche voi prendetevi un paio di ore di tempo e concedetevi una bella passeggiata fuori città, lontano dal traffico possibilmente e, quando meno ve lo aspettate, eccole spuntare tra il muschio del sottobosco o a far da cornice ad un mucchietto di pietre

  

Per lo sciroppo vi occorrono 100 di violette (mondate dai calici), 200 ml di acqua, 400 gr, di zucchero (potete anche fare 100 gr. di zucchero e 100 gr di miele, ma vi varierà il colore).
Fate bollire l'acqua e versatela sui petali di viola che avrete messo in una ciotola di vetro o di acciaio già mondati e lavati, girate con un cucchiaio, coprite e lasciate in infusione per almeno 5 ore.


 Trascorso il tempo necessario filtrate il liquido in una pentola, aggiungeteci lo zucchero portate a ebollizione e lasciate bollire lentamente fino al completo scioglimento dello zucchero. Spegnete, il fuoco, lasciate raffreddare e imbottigliate. Conservatelo in un posto fresco e asciutto e non a diretto contatto con la luce del sole.


Oltre che utilizzarlo per addolcire creme e tisane, nei gelati, nelle granite, provatelo nello yogurt, è delizioso! E se non siete astemi come me aggiungete 100 ml di alcol puro e otterrete un delizioso liquore digestivo.
Che altro dirvi: buon divertimento!

P.S.: piccola ma importante avvertenza. Vale sia per le violette che per tutte le erbe e i fiori selvatici che intenderete raccogliere: se sono in giardino verificate che non le abbiate curate con concimi artificiali o liquidi e polveri infestanti; se sono nei prati naturalmente non devono essere vicino al traffico caotico della città... la vostra salute varrà una gita fuori porta che dite?



Le violette

Anche quest’anno andrai per violette

lungo le prode, nel febbraio acerbo.
Quelle pallide, sai: che han tanto freddo,
ma spuntano lo stesso, appena sciolte
l’ultime nevi; e fra uno scroscio e un raggio
ti dicono: «Domani è primavera.»
Ogni anno ti confidi al tuo tremante
cuore: «È finita», e pensi: «Non andrò
per violette, non andrò mai più
per violette – ché passò il mio tempo –
lungo le prode, nel febbraio acerbo.»
Invece (e donde ignori, e da qual bocca)
una voce ti chiama alla campagna:
e vai; e i piedi ti diventano ali,
sì alta è la promessa ch’è nell’aria.
E per amor dell’esili corolle
quasi senza fragranza, ma beate
d’esser le prime, avidamente schiacci
con gli steli la zolla entro le dita.
O sempre nuova, o non guarita mai
dell’inquieto mal di giovinezza,
a chi dunque darai le tue viole?
A nessuno: a te stessa: o, forse, ad una
fanciulla che ti passi, agile, accanto,
e ti domandi dove tu l’hai colte:
sola n’è degna, ella che fresca ride
come il febbraio; e non si sa qual sia
più felice, se ella, o primavera.


Ada Negri

mercoledì 14 febbraio 2018

Febbraio in bianco




Eccoci a Febbraio, un mese per me ricco di emozioni. E' il mese in cui sono nata e sono stata battezzata, è il mese di San Valentino ed è anche il mese in cui mi sono sposata.


Mi perdonerete, quindi, se parlo in prima persona.

Non sapendo che colore scegliere per l'occasione, ho preso il Bianco: quello che racchiude tutti gli altri.
Bianco come la neve, la spuma delle onde, come le stelle di ghiaccio, come il bagliore della luna piena, bianco come le nuvole in primavera, come l'unicorno delle favole, come la panna, bianco.  


Chiarisce le idee, trasmette sensazioni di libertà, riappacifica la mente, ma basta farlo passare attraverso un cristallo ed eccolo pronto a ricolorare le nostre giornate.


Godiamoceli questi colori e fermiamoci ogni tanto perché domani non sarà più come oggi (è inutile ripeterci che San Valentino per noi è tutti i giorni... perché non è vero, sappiamo che non lo è). C'è una poesia che descrive perfettamente questa disattenzione che abbiamo per le nostre giornate è di una poetessa che ho scoperto da poco, ma che mi ha rubato immediatamente il cuore: Wislava Szymborka. Nome impronunciabile, al contrario dei suoi scritti. Con ironia e parole di una semplicità disarmante riesce ad evocare enigmi esistenziali a cui noi stessi facciamo fronte ogni giorno.




Disattenzione

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare domande,
senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane,
come se ciò fosse tutto il dovuto.

Inspirazione, espirazione, un passo dopo
l’altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

Il mondo avrebbe potuto essere preso per
un mondo folle,
e io l’ho preso solo per uso ordinario.

Nessun come e perché –
e da dove è saltato fuori uno così –
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

Ero come un chiodo piantato troppo in
superficie nel muro
(e qui un paragone che mi è mancato).

Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
perfino nell’ambito ristretto d’un batter
d’occhio.

Su un tavolo più giovane da una mano d’un
giorno più giovane
il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia
era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.

E’ durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.

Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.

Buon giorno di San Valentino a tutti. 









mercoledì 31 gennaio 2018

La cipolla è un'altra cosa









La cipolla è un’altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
(Wislawa Szymborska)


E' per questo che piangiamo quando la tagliamo? Perché si avvolge talmente tanto su se stessa che è cipollosa fino alla cipollità e, in fondo, un cuore non ce l'ha e fa piangere noi. Sarà così, non trovo altra spiegazione.


Cipolla rossa: di Tropea, di Suasa, di Certaldo, di Acquaviva, di Turda, di Whetersfield, di... basta, sono finite 😁. 20 calorie per 100 gr. (ma sfido chiunque a mangiare centogrammidicipillainunavolta), vitamine e minerali a volontà, antiossidanti, antitumorali, aiutano il sistema immunitario, amiche delle ossa, insomma, la panacea di tutti i mali, tranne che quando le mangiamo dobbiamo scegliere: o loro, o la nostra vita sociale, oppure organizzare un cipolla party e "vissero tutti felici e contenti".


Eccole qua le mie cipolle rosse, a concludere la serie colore del mese di gennaio; le ho private delle bucce, scottate in una soluzione di vino e aceto bianco, sale e un pizzico di zucchero, scolate, asciugate e messe sottolio: una vera bontà.


Il buono lo mangiamo e lo scarto? Lo scarto l'ho utilizzato per... tingere e, sorpresa, da queste bellissime cipolle Rosse che cosa è venuto fuori?


Un bellissimo Giallo, che più giallo non si può. Ma questo è un altro colore e ve lo racconterò uno di questi mesi.



















venerdì 26 gennaio 2018

Scialle Bacche di rosa




Cor venticello che scartoccia l'arberi
entra una foja in cammera da letto.
È l'inverno che ariva e, come ar solito,
quanno passa de qua, lascia un bijetto.
Jole, infatti, me dice: - Stammatina
me vojo mette quarche cosa addosso;
nun hai sentito ch'aria frizzantina? -
E cava fôri lo scialletto rosso,
che sta riposto fra la naftalina.

- M'hai conosciuto proprio co' 'sto scialle:
te ricordi? - me chiede: e, mentre parla,
se l'intorcina stretto su le spalle -
S'è conservato sempre d'un colore:
nun c'è nemmeno l'ombra d'una tarla!
Bisognerebbe ritrovà un sistema,
pe' conservà così pure l'amore... -

E Jole ride, fa l'indiferente:
ma se sente la voce che je trema.
(Lo scialletto - Trilussa)


Ispirata dalle bacche di rosa canina mi sono lasciata prendere per mano dalla fantasia e le ho uncinettate in un morbido scialle rosso scarlatto, tanto per restare in tema con l'argomento del mese di gennaio.


Perché uno scialle? Perché è la prima cosa con cui ci coprono quando nasciamo; è il "pezzo" da corredo che ogni nonna aveva nella cassapanca; è l'indicatore di temperatura delle anziane signore di una volta; è l'indumento con cui ci si avvolge quando si ha bisogno di coccole; è l'accessorio che impreziosisce un abito o completa una mise, ma più di ogni altra cosa è il sampler di tutte le magliaie! Che sia di uncinetto o di ferri, lo scialle scorre via velocemente e intanto ci si provano i punti , ci si testa il filato, ci si accostano gradazioni di colore; inoltre è un lavoro poco ingombrante che si può portare ovunque: in pullman, in treno, in una sala d'attesa. Non ci sono scuse che tengano, lasciatevi tentare!



Per realizzare lo scialle "Bacche di rosa" occorrono:
- 300 gr. filato (io ho utilizzato Filanda tandem 57% lana, 43% cotone)
- uncinetto n. 5
Punti utilizzati:
- Catenella (cat.)
- punto basso (pb)
- punto bassissimo (pbss)
- 1 nocciolina: gettare una m. nell'uncinetto, inserire l'uncinetto nella cat, ripetere per altre 4 volte inserendo l'uncinetto sempre nella stessa cat., chiudere tutte le m. con 1 p.b., 1 p.bss.nella stessa cat.

Avviare 135 cat
1° giro: *5cat. saltare 4 punti, 1 pb nel successivo*, ripetere da * a * fino al termine;
2° giro: * 6cat., 1 pbss nella terza cat. dall'inizio, 2 cat, 1 pb nella terza catenella del giro precedente*; ripetere da * a * per tutto il giro
3° giro: *5 cat., 1 pb nel pb del giro precedente*, ripetere da * a * per tutto il giro

Ripetere sempre il 2° e 3° giro e per dargli la forma arrotondata ogni giro diminuire un archetto. Per la rifinitura: 8 cat., una nocciolina alla sesta cat. dall'inizio, 5 cat., saltare 4 cat. di base 1 p.bss al seguente e ripetere fino al termine.

Allora? Non è divertente? Appena appena in tempo per una serata fuori a San Valentino! 










giovedì 18 gennaio 2018

Marmellata di bacche di rosa canina




Il  rosso continua a colorare il mese di gennaio e questa volta è il turno delle bacche di rosa canina; non si può non notarle durante le passeggiate in montagna perché sono la parte allegra del grigio e piovigginoso paesaggio invernale!


Per gustarle  in cucina bisogna raccoglierle all'inizio dell'inverno, quando le prime brinate ne ammorbidiscono la polpa;  si possono utilizzare sotto forma di decotti, tisane, liquore o marmellate, fresche o essiccate.
Sono molto ricche di vitamina C (100 gr. di bacche ne contengono l'equivalente di 1 kg. di arance), contengono carotenoidi, acidi organici, polifenoli, diversi zuccheri (tra cui il sorbitolo). Come rimedi naturali vengono utilizzate per prevenire raffreddori, rinforzare il sistema immunitario; sono vitaminizzanti e stimolanti delle funzioni renali.


Io mi sono divertita a trasformarle in una rossa e profumata marmellata. Se avete bisogno di un'idea per iniziare, ecco quello di cui avete bisogno:
- abbigliamento comodo e caldo;
- scarponcini da montagna (non si sa mai!)
- un cestino 
- un passatutto
- 400 gr. di bacche (*)
- 2 mele rosse
- il succo di un limone
- 200 gr. di zucchero (bianco o di canna)
- Facoltativo un'amica o amico che condivida con voi questa esperienza
Tempo impiegato  per la raccolta 2 ore circa
Tempo impiegato per la cottura 2 ore e 30 minuti
Tempo impiegato per la mondatura..... chi può dirlo!!


In una giornata libera da impegni e orari, uscite per la vostra passeggiata e dirigetevi lì dove avete fatto il sopralluogo tattico giorni orsono (!!!) e, respirando a pieni polmoni mentre vi godete il paesaggio, iniziate la vostra raccolta.



Tornati a casa... mettetevi l'anima in pace (fate training autogeno insomma😁 ) perché le bacche devono essere aperte e private dei semini (tutte, non barate!), quindi sciacquatele in acqua corrente, scolatele, pesatele e mettetele in una pentola antiaderente insieme alle mele (private del torsolo, ma non sbucciate) e al succo del limone, quindi portate a ebollizione a fuoco lento e lasciate bollire per 1 ora circa mescolando di tanto in tanto. Al termine versate il composto nel passatutto e riducetelo in purea. Rimettete sul fuoco e aggiungeteci lo zucchero; lasciate bollire per un'ora e trenta mescolando per non farla attaccare al fondo della pentola.



Ce l'avete quasi fatta, ora deve solamente essere invasata. Chiudete i barattoli appena riempiti in modo che il calore formi il sottovuoto e... voilà! La vostra marmellata è pronta per essere gustata!!!


Provatela insieme ai formaggi piccanti molto stagionati, l'accostamento vi stupirà. 😋


No, no, non fate così... dimenticate la fatica...dovrete mangiarla prima o poi... non può stare in dispensa per tutto il tempo! 
... E non provate a dire "mai più una pazzia del genere", perché il prossimo inverno, andando a passeggio, rivedrete tutte quelle bacche lì a colorare il paesaggio che sembra vi stiano chiamando  e voi... non opporrete resistenza!!! 



P.S.: se provate a farla assaggiare a vostra nonna non senza una punta di orgoglio vi smonterà dicendovi "si chiamano ciuciurummelle e da piccola ci giocavo a chi le tirava più lontano con le mie amiche"! Non dite che non vi avevo avvisato 😇

(*): già mondate... vuol dire che ne dovete raccogliere almeno 600 gr. 





venerdì 12 gennaio 2018

Gennaio in rosso






Ieri ci stavamo scambiando gli auguri di buon anno ed oggi siamo quasi a metà mese! Come passa il tempo quando si hanno in mente mille progetti e un milione di idee.
Quest'anno attribuirò un colore ad ogni mese e i miei racconti passeggeranno sopra le strade dell'arcobaleno, sappiatelo.
Quale colore più indicato per iniziare con la giusta carica un anno nuovo di zecca se non il rosso?
Il rosso è tutto e il contrario di tutto: esprime slancio, gioia, passione, amore, ma anche pericolo, divieto, sosta forzata. Bisogna saperlo dosare per goderselo in pieno.


Rosso, dunque, come l'insolito maglione che sto per presentarvi.

Ho utilizzato un filato composto per l'80% di angora e 20% poliammide di Gomitoli's e ho disegnato un motivo di trecce alternate tanto semplice quanto d'effetto, perfetto per un  modello da uomo. 

E' il primo pattern che vi regalo in questo 2018 e il periodo è perfetto se avete intenzione di sferruzzarlo a chi vi è più caro per San Valentino.
Quello che vi occorre per una taglia "L" è:
- 700 gr. di filato
- un paio di ferri n. 6 e un uncinetto n. 6
- un ferro ausiliario n. 6
- un ago da lana 
Il punto è un multiplo di 8 maglie più 2 di margine ogni lato.

Punti impiegati con i ferri:
m. = maglia
mm= maglia di margine
m dr.= maglia dritta
m rov.= maglia rovescio
incr.ds= incorcio a destra
incr.sx= incrocio a sinistra
1m sosp dav= 1 maglia sospesa davanti al lavoro
1m sosp dtr= 1 maglia sospesa dietro il lavoro
1m acc= 1 maglia accavallata
2m ins.dr.= 2 maglie insieme a dritto
1m aum= 1 maglia di aumento

 Punti impiegati con l'uncinetto:
p.a.= punto alto
p.a.= punto alto

Incrocio a destra: 4 m. sosp. dtr., lavorare 4 m.dr., riprendere a dr. le m. sosp.
Incrocio a sinistra: 4 m. sosp. dav., lavorare 4 m. dr., riprendere a dr. le m. sosp.

Dietro: Con i ferri avviare 116 m. 
 1° ferro: lav. a dr. tutte le m.
2° ferro e tutti i ferri pari a rov.
3° ferro: lav. a dr. tutte le m
5° ferro: 2 m. margine, * 8 m. dr., 8 m. incr. sx*, rip. da * a * e terminare con 2 m. margine
7°-9° ferro: lav. a dr. tutte le m.
11° ferro: 2 m. margine, *8 m. incr. ds, 8 m. dr.*, rip. da * a * e terminare con 2 m. di margine
13° ferro, rip. dal 1°
A 65 cm. dall'inizio del lavoro chiudere tutte le m.

Davanti: avviare 116 m.
1° ferro: lav. a dr. tutte le m.
2° ferro e tutti i ferri pari a rov.
3° ferro: lav. a dr. tutte le m
5° ferro: 2 m. margine, * 8 m. dr., 8 m. incr. sx*, rip. da * a * e terminare con 2 m. margine
7°-9° ferro: lav. a dr. tutte le m.
11° ferro: 2 m. margine, *8 m. incr. ds, 8 m. dr.*, rip. da * a * e terminare con 2 m. di margine
13° ferro, rip. dal 1°
A 58 cm. dall'inizio del lavoro, per lo scollo dividere il lavoro e diminuire al centro 2 m., quindi seguire separatamente le due parti diminuendo 3 m., 2 m. per 2 volte e 1 m. per 4 volte, a 65 cm. chiudere le m. rimanenti. Terminare l'altra parte dello scollo allo stesso modo.

Manica: avviare 42 m.
1° ferro: lav. a dr. tutte le m.
2° ferro e tutti i ferri pari a rov.
3° ferro: lav. a dr. tutte le m
5° ferro: 2 m. margine, * 8 m. dr., 8 m. incr. sx*, rip. da * a * e terminare con 2 m. margine
7°-9° ferro: lav. a dr. tutte le m.
11° ferro: 2 m. margine, *8 m. incr. ds, 8 m. dr.*, rip. da * a * e terminare con 2 m. di margine
13° ferro, rip. dal 1°
Contemporaneamente aumentare 1 m. ad entrambe i lati ogni 2 ferri ed inserirci il lavoro ad intreccio
A 60 cm. dall'inizio del lavoro chiudere tutte le maglie.
Eseguire l'altra manica allo stesso modo.
Confezione e rifiniture: Cucire le spalle della maglia, inserire le maniche quindi chiuderle unitamente ai lati della maglia.
Con l'uncinetto riprendere le maglie dello scollo lavorando in giro a p.b. e continuare a p.a. a coste per 5 cm., rifinire con un giro a punto gambero.


Che ne dite? niente male come outfit! 
... Come dite? Il cappello?... Beh! quello ve lo spiegherò la prossima volta... forse :)

P.S.: postatemi le foto se avete intenzione di sferruzzarlo, ne sarò felice. Buon divertimento! 







Glicine a primavera

Avete presente una qualunque giornata di marzo, quando tutto vi fa pensare all'imminente primavera e invece inizia a nev...