venerdì 5 maggio 2017

Donne d'Abruzzo - L'altra faccia del turismo








Nella società della globalizzazione e del consumismo, dove il denaro detta i tempi delle giornate di ognuno e dove i bisogni vengono creati dalle grandi lobbies che governano il mondo, parlare di resilenza può sembrare mera utopia.
Non è così.

Se sei di quelle che riescono a respirare solo a partire da 1 Km di distanza dalle grandi città e sei pronta a tutto avrai la possibilità di svolgere le acrobazie quotidiane per il pane in una cornice che già di per sé è una ricompensa, inoltre avrai la possibilità di essere sorretta da una rete di rapporti umani che si fa più fitta proprio dove la popolazione è meno densa.



 Un paradosso? Io credo di no, quando è facile contarsi perché si è in pochi, ciascuno conta di più. Sarà per questo che in questi ultimi tempi sempre più giovani, ma anche famiglie intere, hanno scelto queste località “minori” per una migliore qualità della vita. Più complicata, magari, ma chi ha detto che le scelte devono per forza essere facili?

Oggi che il mercato ci vuole versatili e flessibili e offre contratti di lavoro che scadono prima dello yogurt che hai in frigo e settimane fatte di otto giorni e quattro lavori tutti insieme, il ritorno alle origini alla ricerca di uno stile di vita più lento è la tentazione più forte.


Con il mio lavoro ho potuto conoscere  donne che hanno scelto di restare nei piccoli borghi o che sono andate via e poi sono tornate o che se ne sono innamorate mentre erano in vacanza e non sono più andate via. Donne agricoltrici, viticultrici, artiste, artigiane, veterinarie, imprenditrici delle più svariate attività lasciano le grandi città per costruirsi con coraggio e fantasia una nuova vita combattendo anche contro stereotipi e pregiudizi di chi crede che una “forestiera”, donna per di più,  non sia in grado di farcela.

 Dietro ogni incontro ci sono storie  quotidiane di intraprendenza e caparbietà che mi  danno coraggio nelle giornate più buie e mi rammentano che da sempre le donne sono state il collante di tutte le comunità isolate, soprattutto in Abruzzo, durante i lunghi inverni quando in paese gli uomini non c’erano perché in transumanza o all’estero e loro mandavano avanti la quotidianità facendo superare la stagione alle decine di bambini e anziani rimasti in paese.

Donne d’Abruzzo appunto. E’ da qui che vogliamo ripartire.

Adriana Tronca, dell’Azienda vitivinicola “Vignadi More” a Goriano Valli (AQ), ha avuto questa scintilla in seguito ai gravi disagi che è stata costretta ad affrontare durante la nevicata del gennaio scorso e ha illuminato anche noi altre 3 amiche che già da un po’ collaboriamo scambiandoci competenze e idee nel portare avanti i nostri lavori. C’è Cristina Caselli dell’azienda agricola “In Fattoria” di Rocca di Mezzo (AQ), Francesca Ardizzola proprietaria del B&B “Abruzzo Segreto” a Navelli (AQ) e poi ci sono io Antonella Marinelli del laboratorio artigianale “I campi di mais” a Santi di Preturo (AQ). Pur svolgendo professioni diverse ci siamo scoperte perseguire lo stesso obiettivo: valorizzare il territorio in cui viviamo e operiamo sottraendolo all’abbandono soprattutto culturale per non perdere quella memoria tanto preziosa per le generazioni avvenire.

Una giornalista nostra amica, Alessia De Iure, ci ha aiutato a esternare questi pensieri  pubblicando in un quotidiano locale una nostra lettera aperta e ci siamo accorte che molte donne in questa Regione si sono riconosciute nelle stesse situazioni. Incontrarci per conoscerci e scambiare idee è stato del tutto spontaneo farlo e così è nato questo gruppo.


 Insieme vogliamo dare vitalità e nuovi contenuti alle nostre attività; unendo le nostre esperienze vogliamo creare una rete di promozione efficace per poter pianificare in modo più organizzato modelli di comunicazione rivolti a potenziali fruitori esterni, individuare  mercati di nicchia e organizzare  eventi.

Lavorare insieme per lo stesso obiettivo rende le nostre azioni più forti e dotate di una nuova voce che, ci auspichiamo, contribuisca a facilitare nuovi percorsi atti a migliorare la qualità della vita di tutti e lasciare un mondo più pulito e sincero alle generazioni future.





Ripartiamo da qui, dunque, dalle donne, Donne D’Abruzzo da sempre custodi di costumi sociali, culturali e spirituali dei piccoli borghi, riuscite a sopravvivere in ambienti limite utilizzando con creatività le risorse della natura, conservando e curando il territorio per restituircelo migliorato.


“In tempi duri dobbiamo avere sogni duri, sogni reali, quelli che, se ci daremo da fare, si avvereranno” (Clarissa Pinkola Estés) 

Nota: Questo articolo è stato pubblicato dal periodico "I Cinturelli" n. 19 Aprile 2017 dell'Associazione Culturale "Cinturelli" Caporciano (AQ) 


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